Cattedrale
La Cattedrale rappresenta il più importante luogo Sacro della città dalla
preistoria ai giorni nostri
La testa di Medusa in bronzo, abbelliva il timpano del tempio di Atena
La Medusa possedeva il potere di tramutare in pietra chiunque la guardasse e
la sua immagine era stata posta nel timpano col compito di proteggere la città mettendo in
fuga gli spiriti maligni
Assaltare Siracusa così protetta, equivaleva a sfidare la vergine Dea Atena:
una superstizione, questa, rispettata anche dagli Ateniesi
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S. Lucia alla badia
La Chiesa e il convento cistercense dedicato a Santa Lucia, avevano un posto
di rilievo nel culto cittadino, per la sua ubicazione nel cuore di Ortigia e soprattutto per
la festa di S. Lucia di maggio, istituita a ricordo di un miracoloso intervento
(ancora oggi celebrato la prima domenica di maggio) della Patrona durante la carestia
del 1646, quando la Santa avrebbe condotto due navi cariche di cereali nel porto interrompendo
la lunga fame dei Siracusani, quella "dira fames" che aveva fatto soffrire il popolo,
come ricorda la lapide esistente nella chiesa al disotto del coro delle monache
Le notizie sulla Chiesa e il convento non sono esattamente precisabili per
carenza di documentazione: alcune fonti attribuiscono la costruzione della vecchia chiesa
al 1427 per volere della regina Isabella, moglie di Ferdinando di Castiglia, sul
luogo in cui fu brutalmente violentata la Santa; altre testimonianze affermano che la Chiesa
già esisteva e che la regina la migliorò nel 1483
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Palazzo del Senato
Il Palazzo del Senato, sede del Municipio, occupa l'angolo N-E di piazza
Duomo, in un'area di grande importanza fin dall'età greca: parti delle fondazioni ricadono
sui resti di un tempio ionico della fine del VI secolo a.c.
Commissionato nel 1629 dal Senato della città, fino ad allora ospite nel
Palazzo della Camera Reginale e successivamente nel Palazzo Beneventano del Bosco,
all'architetto siracusano di origine spagnola Giovanni Vermexio (a causa di ciò il
palazzo è detto anche Palazzo Vermexio), fu consegnato nel 1632
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Tempio di Artemide - Minerva
Accanto al Tempio di Atena vi era un tempio ionico i cui resti si vedono
ancora all’interno del palazzo Vermexio, dedicato ad Artemide
Il tempio fu eretto nella seconda metà del sec.VI a.C., snello ed
elegante, dalle colonne affusolate, rimasto incompiuto: unico di questo stile nell’Occidente
europeo (scarsissimi sono i resti, nell’Antiquarium del Palazzo del Municipio); la
ricostruzione del tempio è visibile al Museo Archeologico "P. Orsi"
Si potrebbe così tracciare il percorso di quella "hiera odòs" (via sacra)
che partendo dal tempio di Apollo, collegava le fronti dei templi di Artemide, Atena e
quindi quello di Hera (sul sito dell’odierno Castello Maniace)
Tempio di Apollo
Situato all’ingresso di Ortigia, nel largo XXV luglio, è il più antico dei templi
dorici dell’occidente greco, eretto intorno al 565 a.C. di cui si conosce il nome
dell’architetto (Cleomenes figlio di Chinnicio) che realizzò i monoliti del colonnato
e lo dedicò ad Apollo
Secondo Cicerone invece, il tempio fu dedicato ad Artemide, ma come è noto, i
nomi delle due divinità vengono spesso associati
Sorge su un basamento di tre gradini largo m. 21,08 e lungo m.55,80 ed era
un grandioso periptero di 46 colonne che si presentavano 6 sulla fronte e 17 per ogni lato;
la cornice era decorata con terracotta policroma di cui si possono ammirare avanzi custoditi
nelle sale del Museo Paolo Orsi
Questo tempio venne adattato a chiesa bizantina, forse a moschea araba,
basilica romana, chiesa normanna e caserma spagnola
Del tempio di stile dorico restano invece soltanto il basamento, due
colonne con la trabeazione, alcuni tronchi di colonne e una parte del muro della cella;
oltre ad essere particolarmente lungo, presentava colonne assai tozze e ravvicinate tra
loro
Piazza Archimede
Al centro della piazza spicca la bella fontana di Diana dello scultore piceno
Giulio Moschetti del 1906, che narra la leggenda di Aretusa
La ninfa è raffigurata nell’atto di fuggire da Alfeo che, con le braccia
protese, cerca di afferrarla
Diana, ieraticamente al centro del gruppo, fa scudo alla giovinetta
I palazzi che vi si affacciano riassumono tutta la storia dell'isola, dal
Medioevo ai nostri giorni
In senso orario incontriamo il palazzo del Banco di Sicilia, sorto nel 1928
su progetto di Salvatore Caronia, caratterizzato da un portale incorniciato da semi colonne
bugnate e da un secondo ordine scandito da paraste ioniche
A Est vi è il palazzo Pupillo (1773 – 1800) ...
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Teatro comunale
Sito nella via omonima, ad angolo con via Roma, il Teatro Comunale è
attualmente inagibile e le opere di restauro, attualmente ancora in corso, sono state
lunghe e faticose come le vicissitudini della sua costruzione
L'esigenza di avere una teatro che sostituisse quello in legno, che si
approntava nelle sale del Palazzo del Senato, era fortemente sentita dalla
cittadinanza, sicchè si diede inizio, nel 1872, alla sua costruzione affidandone i lavori
all'ingegnere militare Breda (in una città d'arme gli ingegneri militari avevano un forte ruolo)
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Palazzo Bellomo - Galleria regionale di arte medioevale & moderna
Edificio del XIII - XIV secolo che ospita l'omonima Galleria regionale di arte medioevale
e moderna, è a Siracusa la più completa opera di architettura di palazzi federiciani
Esso risale alla ripresa edilizia che l'imperatore svevo provocò nella città,
successivamente alla costruzione di Castello Maniace
Il palazzo si presenta frutto di due fasi costruttive distinte: quella d'età
sveva, identificabile nella struttura bastionata del pianterreno, e una successiva fase di
ricostruzione quattrocentesca, individuabile in tutto il piano superiore
La compatta facciata ha al pianoterra i modi della fortezza, a conci
squadrati, con l'unica apertura rappresentata dal portale ogivale, chiuso da lunetta, e due
finestre a feritoia a sinistra (la finestra rettangolare a destra è di epoca più tarda)
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Fonte Aretusa
E’ una sorgente di acqua dolce che sgorga da una grotta a pochi metri dal
mare; fu sempre cara ai Siracusani e fu soprattutto il simbolo della città sin dai tempi antichi
Essa non era altro che uno dei tantissimi sfoghi che la falda freatica iblea
possiede nel siracusano, la stessa falda che alimenta il fiume Ciane sul lato opposto del
porto grande
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Castello Maniace
Prima tempio di Hera, poi villa romana (dimora) di Verre della
tarda età repubblicana; il nome del castello - Maniace - è un chiaro riferimento al
capitano bizantino che nel 1038, liberando anche se per breve tempo Siracusa dagli Arabi,
doveva aver costruito un edificio militare (forse una torre) nello stesso luogo
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